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FABIO FOGNINI AL VELENO CONTRO IL C.T. VOLANDRI

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TAROCCHI GRATIS NEWSLa decisione di Jannik Sinner, uscito malconcio dalla sconfitta negli ottavi di finale dell’Open Usa con Sasha Zverev, […]

TAROCCHI GRATIS NEWSLa decisione di Jannik Sinner, uscito malconcio dalla sconfitta negli ottavi di finale dell’Open Usa con Sasha Zverev, di rinunciare alla Coppa Davis ha scatenato l’antico orgoglio di Nicola Pietrangeli che per andare a vincere l’insalatiera da capitano nel Cile di Pinochet, nel ‘76, si era messo contro due terzi di politica italiana.

«Non voglio entrare nel merito della vicenda Sinner, parlo in generale» dice Pietrangeli all’Ansa ma è impossibile pensare che il j’accuse non sia solleticato dal forfait del numero 7: «Io dico che rappresentare il proprio Paese è il massimo dell’aspirazione di uno sportivo, è un onore comunque, a prescindere dal risultato. Chi rifiuta per poi andare a giocare un torneo altrove, andrebbe squalificato», spiega Nicola mentre, oltre a quella di Sinner, diventa ufficiale anche la rinuncia alla Davis di Matteo Berrettini, infortunato a New York.

La crociata non è specificamente contro i due top player azzurri. «Se uno rifiuta perché sta male per carità — ha proseguito Pietrangeli —, ma chi rifiuta per poi andare a giocare un torneo altrove, allora la Federazione dovrebbe squalificarlo per un anno almeno», insiste l’ex campione. È il caso di Sinner, che nel 2021 rinunciò alla maglia azzurra e all’Olimpiade di Tokyo per poi partecipare all’Atp 500 sul cemento di Washington che avrebbe vinto. «Perché se non sei fiero di giocare per il tuo Paese fatti fare un certificato medico fasullo, è una questione di coscienza. Oppure, non ti va perché hai paura di perdere o per le responsabilità? Non è detto che devi per forza vincere, ma ci devi provare. E non vanno trovate scuse o alibi».

Non trova nè scuse né alibi Fabio Fognini. Prima convocato e poi lasciato a casa dal c.t. Volandri per scelta tecnica (non dava sufficienti garanzie di tenuta fisica), Fabio ha aperto il vaso di Pandora su Instagram, non risparmiandole a nessuno: «Leggo che avrei deciso e richiesto di fare un passo indietro, per riposare e tirare il fiato. Falso e pruriginoso! Mi dispiace non sia stata usata chiarezza e sincerità. La mia storia non lo merita». Poi l’attacco alla Federtennis: «Qualche settimana fa sono stato pre convocato — spiega l’ex numero 9 del mondo, che a 36 anni sta cercando di regalarsi un finale di carriera adeguato alla sua storia —. Poi lunedì mi è arrivata la chiamata del capitano: improvvisamente non rientro più nei piani, senza spiegazioni giustificabili e con modalità che non ho condiviso, poco rispettose della mia storia».

«In tempi non sospetti ho comunicato la mia voglia di far parte del gruppo per Bologna, mettendomi a disposizione del capitano, che mi ha chiesto di giocare doppi con gli altri compagni di Nazionale, cosa che ho puntualmente fatto, e di tenermi allenato e sul pezzo. Fino all’ultimo mi è stato comunicato che sarei stato in rosa e disponibile a scendere in campo e per questa ragione ho deciso di allenarmi e di giocare il challenger al massimo delle mie forze per essere pronto. Mi dispiace non sia stata usata chiarezza e sincerità. Sono passati molti anni dalla mia prima volta in azzurro, a Montecatini, nel 2008. Vestire l’azzurro, sentire il calore del pubblico, competere in arene gremite con i nostri tifosi al seguito anche in trasferte improponibili mi ha sempre stimolato a dare il 110%. E benché le trasferte fossero dure e la stagione lunghissima, con gli obiettivi di ranking da raggiungere, non ho mai avuto dubbi: giocare per l’Italia è la cosa più gratificante del mondo per un atleta e in particolar modo per me».CONTINUA A LEGGERE SU TAROCCHI GRATIS

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