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IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DI SILVIO BERLUSCONI È IN VENDITA

TAROCCHI GRATIS NEWSNelle sue ville Berlusconi amava ricevere. Ad ogni latitudine, sia che fosse ai Caraibi, ad Antigua, dove dal suo studio si dominava la baia privata con ormeggiato il Perini di 50 metri comprato da Murdoch (anche il veliero sembra che sarà messo in vendita), sia che si trovasse nella sua amata villa Certosa, in Sardegna, dove un giorno attraccò lo yacht del premier libanese: il Cavaliere lo aveva invitato a pranzo, e per ricambiare la cortesia e la compagnia del suo ospite, arrivati al dessert, gli staccò un assegno milionario come omaggio personale per le disastrate finanze pubbliche del Paese dei Cedri. Come ogni miliardario che si rispetti l’ex presidente del Consiglio ne ha comprate a decine nel corso della sua vita, a differenza di tanti altri le curava e arricchiva con una cura quasi maniacale, anche quelle che frequentava meno. Cimeli e ricordi della sua storia, aziendale e politica, erano disseminati nei tanti studi, nei salotti arredati dall’architetto Gamondi, nei giardini dove arrivavano piante ordinate nei vivai di mezzo mondo. I tanti aneddoti Da Portofino a villa Gernetto, dalla sua amata Arcore (l’unica che certamente non andrà sul mercato) a villa Campari, sul lago Maggiore, sino alla bellissima villa sull’Appia Antica deli ultimi anni, rilevata da Franco Zeffirelli, il patrimonio immobiliare di Berlusconi è stato anche un pezzo di storia italiana: i vertici politici, le feste private, gli ospiti che facevano notizia, quel Tony Blair che insieme al Cavaliere (con bandana in testa) passeggiava per le stradine di Porto Rotondo insieme alla moglie. La notizia adesso è che questo immenso patrimonio immobiliare, che ha valutazioni che variano dai 600 milioni di euro sino al miliardo, sta per finire sul mercato. I cinque figli hanno raggiunto un accordo sulla valorizzazione di una serie di proprietà che hanno enormi costi di gestione. E valorizzazione significa vendita, con divisione successiva, secondo quote testamentarie, degli introiti che arriveranno. La prima a finire sul mercato è villa Gernetto, la dimora settecentesca vicino a Lesmo in Brianza. La villa fa parte del portafoglio Fininvest come i terreni di Costa Turchese in Sardegna, dove l’ex premier sognava di realizzare un mega villaggio con villette, resort e campi da golf. Anche villa Gernetto — che ha ospitato il «quasi matrimonio» con Marta Fascina — per anni ha racchiuso uno dei sogni del Cavaliere, quello di fondarvi un’università internazionale del pensiero liberale, chiamando ad insegnarvi ex premier e amici personali, un sogno che non si è mai realizzato, nonostante un progetto, forse troppo ambizioso, che fu coltivato a lungo dal proprietario. Quel che è certo è che gli eredi del Cavaliere non hanno alcuna intenzione di mettere in vendita villa San Martino ad Arcore, che ospita il mausoleo funebre dove sono riposte le ceneri dell’ex premier accanto a quelle della mamma Rosa, del papà Luigi e della sorella Maria Antonietta. Alcune delle ville fanno capo alla società Dolcedrago. Sotto il controllo della holding, oltre a villa San Martino, sono raggruppati altri immobili dal futuro più incerto: villa Zeffirelli a Roma, villa Tattilo e villa Certosa. Quest’ultima dalla fine degli anni Ottanta è stata il buen retiro di Berlusconi in Costa Smeralda. Nel 2021 è stata fatta una perizia tecnica di valutazione dell’immobile, dalla quale risultava un valore di circa 259 milioni di euro. Appartamenti e yacht Un’altra parta delle residenze del Cavaliere si divide poi tra la finanziaria Fininvest e società personali di Berlusconi. Completano il patrimonio più di 100 appartamenti nel milanese. E sotto la società Essebi Real Estate compare a Cannes villa La Lampara, 500 metri quadrati più 2 mila di giardino. Anche se l’elenco è molto più lungo e comprende anche diversi complessi residenziali, da villa Sottocasa di Vimercate (Monza) al Complesso Merate. Sarebbero state messe in vendita, infine, anche le due barche Morning Glory e Sweet Dragon. Barche che Berlusconi amava ma che si è goduto pochissimo. A proposito della prima, un bellissimo Perini, si lamentava nel momento di maggiore crisi politica: «E pensare che potrei essere sull’Atlantico con il mio equipaggio invece di stare qui a Roma». Ma erano pensieri tanto ricorrenti, quanto passeggeri.CONTINUA A LEGGERE SU TAROCCHI GRATIS

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