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EMANUELA ORLANDI IL VATICANO NON CENTRA NULLA CON LA SUA SCOMPARSA

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Prendetecome centro la Basilica di San Pietro, tracciatevi intorno una circonferenza di un chilometro e mezzo: tra maggio e giugno del 1983, da dentro quel perimetro, sono scomparse sedici ragazze, tra le quali Emanuela Orlandi, con un’età tra i quattordici ed i diciotto anni. Nessuna di loro è mai stata ritrovata, ammesso che qualcuno le abbia cercate per davvero. Se appena appena si allarga il cerchio, ma neanche più di tanto, e vi si aggiunge due o tre quartieri limitrofi, dal 1982 al 1983, lo studio accerta che “nell’area geografica presa in considerazione sono stati identificati i casi salgono a 34, tutte ragazze con una età media di 15,7 anni. Nessuna è mai stata ritrovata.

I dati sono stati verificati di recente da uno studio dell’agenzia specializzata NeuroIntelligence e condotta dai criminologi Franco Posa e Jessica Leone su incarico dell’avvocato penalista Valter Biscotti. I dati sono pubblici e sono stati riportati da servizi dell’Ansa, ma i giornali hanno preferito seguire la sacra rappresentazione del “daje all’infame Vaticano” messa in scena nella sala dell’Associazione della Stampa Estera con la gentile collabo-razione dalla giornalista turca (e filo Erdogan) Esma Cakir. Poi sui giornali arrivano anche le opinioni dei poliziotti che avrebbero indagato (indagato?) sul caso, gettano accuse sulla pedofilia dei preti, e accusano il Vaticano di reticenza. Nel 1983 la Gendarmeria Vaticana non esisteva: l’aveva abolita Paolo VI nel 1964 e sostituita con una guardiania giurata chiamata Servizio di Vigilanza Vaticana e il Tribunale esisteva solo sull’Annuario Pontificio.

La gendarmeria rinascerà sarà ristrutturata anni dopo, quando il commendator Cibin fu sostituito dal “comandante” Domenico Giani. Il crimine della Orlandi è stato commesso fuori le sacre mura, e in Italia vige il principio del “locus commissi delicti”: indagano gli organi competenti sul territorio. E la Procura di Roma per tre volte ha indagato e archiviato il caso perché le ipotesi ventilate non hanno trovato alcun riscontro nei fatti. E figuriamoci se gli scalcagnati vigilantes apri portone del Vaticano avrebbero potuto fare meglio di carabinieri, polizia, servizi e magistrati italiani.

Inoltre, 1 agosto 1983 sul settimanale Panorama uscì un articolo a firma Marina Bussoletti e Bruno Ruggiero dal titolo “Emanuela e le altre” nel quale, partendo dal caso Orlandi che aveva già conquistato la ribalta mediatica, ci si soffermava sui duemila minorenni spariti in Italia, quell’anno, fino a quel momento, “in maggioranza ragazze”. Sono state tutte ritrovate? Morale della storia, commissione parlamentare, famigliari, avvocati, giornalisti, amici e benefattori compresi? Quando la merda è tanta, le mosche accorrono numerose…
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